Una volta fenomeno, per sempre fenomeno. L'Uomo Ragno
lanciò la sua prima ragnatela nel 1962, nel numero finale di Amazing
Fantasy. Il Tessiragnatele creato da Stan Lee e Steve Ditko ebbe sui
lettori un impatto immediato, tanto che la Marvel Comics ribattezzò la
rivista Amazing Spider-Man. L'anno era il 1963, e da allora
l'Uomo Ragno è uno dei personaggi dei comics più amati del mondo, il cui
nome è familiare perfino a chi non ha mai stretto tra le mani le pagine
di un fumetto. Peter Parker/Spider-Man era un tipo qualunque che
all'improvviso diventava un eroe, un secchione benedetto/maledetto da
straordinari poteri, un ragazzo onesto ispirato dalla saggezza di una
semplice frase: da un grande potere derivano grandi responsabilità.
Nei decenni successivi i fan di Spider-Man hanno potuto acquistare
giocattoli, videogiochi, action figure, poster, cestini per il pranzo,
accessori di ogni tipo, e hanno potuto guardare i cartoni dell'Uomo
Ragno a casa, nei loro televisori. Tuttavia, sono dovuti passare quasi
quarant'anni prima che qualcuno si decidesse a realizzare un film del
Ragno. Successe nel 2002, quando il produttore esecutivo Avi Arad
reclutò il regista Sam Raimi - che assegnò le parti di Peter Parker/Spider-Man
a Tobey Maguire, di Mary Jane Watson a Kirsten Dunst e di Norman Osborn/Goblin
a Willem Dafoe - per portare finalmente Spidey sul grande schermo.
Decenni di attesa, passione e impegno concentrati in un film molto
sentito, ben girato e curato dal punto di vista degli effetti speciali,
che creò una tempesta perfetta tale da sospingere Spider-Man nel
guinness dei primati. Negli Stati Uniti Spider-Man incassò 114,3
milioni di dollari nel primo weekend, per poi guadagnarne più di 820 nel
resto del mondo, prima di godere di un secondo successo grazie al
mercato home video.
E ora c'è Spider-Man 2, che promette di eguagliare e perfino
superare l'acclamato predecessore. Tutti gli interpreti principali sono
tornati per il bis: Raimi, Ziskin, Arad, Maguire e Dunst, come pure
James Franco (nella parte di Harry Osborn), J.K. Simmons (ossia J. Jonah
Jameson, lo spavaldo direttore del Daily Bugle) e Rosemary Harris,
ancora una volta nel ruolo di May, l'adorata zietta di Peter. La storia
riprende due anni dopo gli eventi di Spider-Man: Peter ha deciso
di continuare a indossare i panni dell'Uomo Ragno e conduce ancora una
doppia vita: supereroe e studente di college. Ora Mary Jane è per lui
solo un'amica che aspira a diventare un'attrice e sta per sposare John
Jameson (Daniel Gillies), il figlio astronauta di Jonah. Peter deve
ricorrere a tutto il suo autocontrollo per non rivelarle i propri
sentimenti. Zia May, rimasta vedova e a corto di denaro dopo la morte di
zio Ben, ha davanti a sé un futuro molto incerto.
Nel frattempo, l'odio di Harry per Spider-Man è aumentato e, come se
questo non bastasse, il Ragno sta per fare la conoscenza del tentacolare
Doc Ock (Alfred Molina), il malvagio alter ego del dottor Otto Octavius,
uno scienziato che Peter rispetta moltissimo. Doc Ock è una minaccia per
chiunque Peter ami e per qualunque cosa l'eroe rappresenti, e il
confronto tra Spidey e Doc Ock sembra inevitabile.
E se qualcuno pensasse che le avventure dell'Uomo Ragno finiranno,
si sbaglia di grosso. Il fenomeno
continua.
Estratto da SPIDER-MAN 2: LA RIVISTA UFFICIALE (Marvel Miniserie 56)