News Archeologiche e Non dall'Antico Egitto - anno 2003 | ||||
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Scoperte trenta citazioni del genio rinascimentale italiano sulla cultura egiziana e orientale Coccodrilli, cammelli, sconosciuti animali che vivevano lungo il fiume Nilo, riferimenti a complessi ingegni idraulici di Erone d'Alessandria, a Menfi e ad altre citta' ed anche alla distrutta Biblioteca d'Alessandria, una delle sette meraviglie del mondo antico: nei manoscritti di Leonardo da Vinci (1452-1519) sono state scoperte piu' di 30 citazioni sull'Egitto. L'identificazione si deve al professor Alessandro Vezzosi, direttore del Nuovo Museo Ideale Leonardo di Vinci (Firenze), il quale illustrera' le scoperte il 6 marzo al Cairo nel corso di un convegno che seguira' l'inaugurazione della mostra ''Leonardo e l'Egitto'', che si terra' all'Opera House della capitale egiziana nei mesi di marzo e aprile. I misteriosi accenni del genio rinascimentale all'Egitto e all'Oriente, indagati per la prima volta, di fatto continuano ad alimentare i misteri che circondano la vita dell'autore della ''Gioconda'', facendo anche balenare l'ipotesi di un suo eventuale viaggio nella terra dei Faraoni. Svolgendo le ricerche sul Codice Atlantico, il Codice di Madrid e il Manoscritto B dell'Istituto di Francia, contenenti carte autografe leonardiane, Vezzosi ha portato alla luce nuovi elementi e considerazioni di ''estremo interesse'' sui rapporti di Leonardo con la cultura egiziana: si tratta di fonti essenziali per il suo pensiero e della sua opera oltre che di una dimensione e di una geografia ideali per il suo immaginario. Un accenno all'incendio della Biblioteca di Alessandria, in cui furono ''abrusiati 7 cento mila volumi di libri al tempo di Julio Cesare'', Leonardo lo fa, verso il 1487, in un foglio del Codice Trivulziano che si conserva a Milano, nel Castello Sforzesco. Il viaggio fantastico di Leonardo in Egitto risaliva poi fino alle sorgenti il corso del Nilo, che considerava lungo tremila miglia (''Nilo scoperto''), piu' il ''Nilo che corre a oriente''. I cammelli compaiono in particolare in un foglio del Manoscritto B, databile sempre intorno al 1487, in cui si vedono come, secondo Leonardo, ''gli Egizi, gli Etiopi e gli Arabi nel passare il Nilo usano ai cammelli appiccare ai lati del busto due baghe, cioe' otri''. La cartina del Mediterraneo nel Codice Atlantico (databile circa al 1515) e' accompagnata da alcune descrizioni che indicano il Nilo come ''divisore'' dell'Europa dall'Asia e il Mediterraneo dell'Africa dall'Europa. In un altro foglio del Codice Atlantico (in cui pure sono raffigurati il Mediterraneo e l'Egitto) si trova invece un concetto estensivo di Leonardo a proposito della cultura mediterranea: ''Il massimo fiume del nostro mondo e' il Mediterraneo fatto fiume, che si move dal principio del Nilo all'Oceano occidentale. E la sua suprema altezza e' nella Mauritania esteriore e ha di corso 10 mila miglia, prima che si riparti col suo oceano, padre delle acque. Cioe' 3 mila il Mediterraneo, 3 mila il Nilo scoperto e 3 mila il Nilo che corre a oriente, eccetera''. Nel particolare di un foglio del Codice di Madrid (databile circa al 1496) la Terra e' raffigurata schematicamente con Asia, Africa, Nilo e il ''cientro universale del mondo''. | |
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Appartenevano al regno di Kush. Archeologi dell'Università di Ginevra, guidati da Charles Bonnet, hanno rinvenuto sulle rive meridionali del Nilo, nell'attuale Sudan settentrionale, alcune statue risalenti a una civiltà africana molto progredita, che visse per 1200 anni in quella zona. Con ogni probabilità questa civiltà faceva parte del regno di Kush. Le statue sono sette e, a detta del dottor Charles Bonnet, sono dei veri e propri capolavori che apporteranno un grado di conoscenza in più sulla storia di quella regione. Le statue, che sono state rinvenute in un sito archeologico a Kerma, sono alte fra 1,3 e 2,7 metri e portano le iscrizioni dei sette re rubiani: Taharqa, Anlamani, Tanoutamon, Senkamanisken, e Aspelta. I re Taharqa e Tanoutamon, noti come ìfaraoni neriî, regnarono sia sulla Nubia che sull'Egitto. Nell'antichità il regno di Kush, una civiltà importante e all'avanguardia, si intrecciava con la civiltà dell'antica Nubia che rappresentava un'importante via di comunicazione commerciale fra l'Africa centrale e l'Egitto. | |
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Alcuni ricercatori britannici hanno fatto un passo decisivo per svelare i segreti della mummificazione, scoprendo le sostanze conservanti usate dagli antichi Egizi nei loro riti funerari. Richard Evershed and Stephen Buckley dell'Università di Bristol hanno esaminato 25 mummie che vanno dal 2600 a.C. al 395 dopo Cristo; lo studio, attraversando 3000 anni di storia egizia, é senza dubbio l'analisi scientifica della mummificazione più sistematica e meno invasiva mai sostenuta. I ricercatori hanno utilizzato due tecniche avanzate denominate cromatografia gassosa e spettrometria di massa, che hanno permesso di operare con campioni più piccoli di una capocchia di spillo. I primi risultati rivelano che gli antichi Egizi usavano ricette molto più complesse di quanto finora ritenuto. Oli vegetali, sali, cera d'api, resine balsamiche, sono solo alcune delle sostanze rinvenute tra gli ingredienti di imbalsamazione. La loro presenza suggerisce che gli Egizi conoscevano e apprezzavano il valore delle sostanze con proprietà antibatteriche. Oltre all'uso del natron come essiccante, un ruolo cruciale del processo era svolto dunque dalle sostanze organiche, che oltre alla funzione di agenti antibatterici, fornivano una protezione a tenuta stagna affinché l'umidità non penetrasse nel corpo accelerando il processo di decomposizione. I ricercatori hanno trovato tracce di molti oli essiccanti che, allo stato liquido quando furono applicati, si sono induriti con il passare del tempo, garantendo un rivestimento impermeabile contro l'umidità delle tombe sotterranee. Proteggere i corpi dal decadimento e preservarli in una forma riconoscibile era ritenuto dagli antichi Egizi estremamente importante. Essi ritenevano infatti che nessun uomo potesse aver accesso all'aldilà se il Ka e il Ba, le parti più importanti dello spirito, non potessero far ritorno al corpo. La riunificazione di corpo e spirito era considerata la chiave per la vita dopo la morte. Con il passare del tempo le tecniche di mummificazione migliorarono, e vennero utilizzate sostanze antibatteriche sempre più efficaci. Gli Egizi facoltosi usavano ingredienti molto dispendiosi, allo scopo di impressionare, nello stesso modo in cui oggi vengono utilizzati legni pregiati per le bare. Questo é sicuramente lo studio più importante nel suo genere mai realizzato, in quanto per la prima volta é stato possibile esaminare e confrontare un numero cosÏ grande di mummie di epoche diverse. Le sofisticate tecniche di analisi stanno rivelando molti nuovi dettagli, e c'é da aspettarsi in breve tempo qualche altra importante scoperta su questa affascinante e misteriosa civiltà. | |
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Le ultime scoperte archeologiche fatte in Egitto, in particolare nell' area delle piramidi di Giza, saranno presentate al pubblico da Zahi Hawass, segretario generale delle antichita' egiziane, in una conferenza programmata per il 27 novembre al Centro congressi del Lingotto a Torino. Hawass illustrera' le scoperte piu' significative durante la conferenza, intitolata 'Secrets from the Sand', organizzata sotto l' alto patrocinio dell' Aeo (servizio delle antichita' egiziane) dall' associazione culturale Omnia e patrocinata anche da Regione Piemonte, Comune e Provincia di Torino. Tra le scoperte di Hawass c' e' quella della cosiddetta Valle delle Mummie d' Oro, a bahriyya, con oltre duecento mummie e alcune maschere dorate portate alla luce. Viene considerato uno dei piu' importanti ritrovamenti in Egitto dopo la scoperta della tomba di Tutankhamon. Hawass ora e' anche sottosegretario di Stato del ministro della Cultura, esploratore in residence di Nationale Geographic, direttore delle aree di Giza, Saqqara e Bahariyya e docente di Egittologia alla Pennsylvania University. Il noto archeologo il giorno precedente, 26 novembre, partecipera' invece alla presentazione di un ciclo di nove incontri organizzati allo scopo di far conoscere al pubblico i segreti delle antichita' egiziane, durante una coferenza alla Mole Antonelliana. Si tratta di un progetto denominato 'Viaggiando in poltrona: tesori della terra dei faraoni', organizzato dall' egittologa Maria Stella Mazzanti. Gli appuntamenti , dal 5 dicembre all' 11 giugno del 2004, saranno alla Gam (Galleria d' arte moderna) di Torino. Il pubblico verra' accompagnato da guide esperte in una sorta di viaggio fantastico attraverso la storia dell' Egitto, tra faraoni, piramidi e minareti. Filmati e immagini serviranno a scoprire una parte delle tradizioni
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