Banda Larga, otto paesi membri UE superano gli USA
Bruxelles, MARZO - Il settore delle telecomunicazioni vale quasi 300 miliardi di euro (pari al 2% del PIL dell'UE) e l'anno scorso e' aumentato dell'1,9%. Il 2007 ha inoltre fatto registrare, per il quinto anno consecutivo, un aumento degli investimenti nel settore, che hanno superato i 50 miliardi di euro (livello analogo a quello degli USA e superiore agli investimenti complessivi di Cina e Giappone).
Ma sull'integrazioone del mercato unico c'e' ancora molto da fare. A cominciare dagli operatori storici che continuano a detenere piu' del 46% delle linee a banda larga e in 7 Stati membri controllano oltre il 60% delle connessioni di questo tipo. A Cipro, in Lussemburgo e in Finlandia gli operatori storici detengono piu' del 70% della quota di mercato dei servizi a banda larga. Inoltre, nell'86,5% dei casi gli utenti hanno ancora accesso alla telefonia fissa attraverso le infrastrutture dell'operatore storico, percentuale che sale a piu' del 95% in 12 Stati membri. Tale situazione e' dovuta al fatto che la normativa non e' stata ancora modificata o non ha ancora avuto effetti.
In secondo luogo le tariffe di terminazione di chiamata su rete mobile (MTR) che nel 2007 sono scese, ma in maniera molto eterogenea nei vari paesi dell'UE. La tariffa MTR piu' elevata e' piu' di 10 volte superiore alla tariffa piu' bassa: si passa infatti dagli 1,9 centesimi di euro/min di Cipro ai 22 centesimi di euro/min dell'Estonia. Questa variabilita' puo' creare incertezza negli operatori paneuropei.
Infine la portabilita' del numero non e' applicata in maniera omogenea in tutta l'UE: in Irlanda e a Malta basta un giorno per cambiare operatore mobile, mentre ce ne vogliono fino a 20 in Italia e in Slovacchia. (AGI)
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